L'arrivo del cioccolato in Italia: le tre ipotesi dagli studiosi
L’evento-mostra è centrato intorno ad una pregevole e innovativa mostra bibliografica, sostenuta a sua volta da numerosi eventi ed attività collaterali finalizzate a dare un forte contributo iniziale alla ricerca scientifica sull’origine del cacao-cioccolata in Italia, al fine di colmare quella lacuna iniziale delle “famose tre ipotesi” delle quali gli storici della cioccolata hanno diba...
Il Granduca "cioccolataio"
Il cacao fu uno dei numerosi nuovi prodotti che l’Europa conobbe accanto ad altre piante come il mais, la patata, il fagiolo, il pomodoro, l’ananas, e la bevanda che se ne ricavava ebbe un successo e una diffusione straordinaria.
Il suo diffondersi nel nostro paese si dovè soprattutto alla dinastia dei Medici che, oltre ad essere ghiotti della nuova bevanda, attenti e curiosi a tutto quello...
Il primo esperimento di ingegneria botanico-culinaria
Svelata la ricetta della cioccolata al gelsomino di Cosimo III de’ Medici.
Nel Seicento a Firenze furoreggiava una particolare cioccolata al profumo di gelsomino, che era stata inventata da uno scienziato (Francesco Redi), un letterato (Lorenzo Magalotti) ed un Granduca (Cosimo III de’ Medici). La sua preparazione era stata codificata, verrebbe da dire ‘brevettata’, in una ricetta che ele...
Cioccolata in poesia. La cioccolata dei gesuiti: una ‘bevanda dell’anima’
Dai più lontani porti dell’Oriente e delle Americhe i gesuiti avevano dimostrato uno straordinario attivismo nel promuovere la commercializzazione e la celebrazione in Europa di nuovi prodotti esotici, come tabacco caffè e cacao, e di inediti rimedi medicinali, come il chinino. Il gran cerimoniere e l’interprete ufficiale della ‘filosofia gesuitica’ nei confronti della cioccolata fu il n...
‘Cioccolatieri’ contro ‘anticioccolatisti’. Scontro tra Genova e Firenze per una tazza di cioccolata.
Nel corso del Seicento la cioccolata aveva assunto una connotazione troppo ispano-gesuitica, viste le lodi sperticate che le avevano tributato i seguaci di S. Ignazio, perché non suscitasse rimostranze sia dal fronte laico che da quello religioso. Ad aprire le ostilità fu nel 1676 il medico genovese Francesco Felini, che, dopo essersi qualificato un “cioccolatiero christiano”, bollava come &...
Tra religione e meraviglia: esposto per la prima volta un Offiziolo d’inizio Settecento.
L’esecuzione dell’Officium Beatae Mariae Virginis – che risulta incompiuto - è stata stabilita in una nota del bibliotecario Giunio Carbone fra il 1702 e il 1711, deducendo le date dal calendario perpetuo posto all’inizio dell’opera e dall’anno che compare su una medaglia raffigurata alla pagina 640 del terzo volume. E’ probabile tuttavia che l’esecuzione si sia protratta olt...






