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Con le navi spagnole è sbarcato veramente un nuovo mondo, destinato a sconvolgere il gusto europeo; il vecchio continente scopre nuove piante: il mais, la patata, il pomodoro, i fagioli, il peperone, il girasole, l’ananas, la vaniglia. Le due culture fondendosi creeranno nuovi cibi e nuove bevande, a partire proprio dalla cioccolata, risultato dell'incontro tra la cultura materiale europea e quella azteca: saranno infatti gli Spagnoli ad aggiungere nella preparazione della bevanda lo zucchero, ignoto agli abitanti del nuovo mondo. Dal seicento la produzione è sempre aumentata, raggiungendo progressivamente tutti gli strati sociali e giungendo, nei secoli XIX e XX, a nuovi e rivoluzionari processi di produzione industriale assai lontani dalle antiche manipolazioni, mentre alla bevanda si accompagna la tavoletta solida che si diffonde con grande rapidità. Il numero 4 che dà il titolo a questa edizione modicana di eurochocolate con “Cioccolato Modica, si fa in 4 per te” è ricorrente nella storia e tradizione di Modica (4 quartieri, 4 colli, 4 famiglie storiche, 4 conventi, 4 feste della tradizione popolare) ma è anche curiosamente presente nella civiltà Azteca e nella sua capitale Teotihuacan (Città del Messico), così comeviene descritta nella Raccolta di Ramusio ed in altre cronache coeve. A questo numero 4 si lega anche la 'Pietra del Calendario' con le sue ere: “Quattro Ocellotto”, “Quattro Vento”, “Quattro Pioggia”, “Quattro Acqua” e “Quattro Terremoto”. Anche la tradizione dolciaria modicana si ispira al numero 4 con la sua “stecca”, divisa perfettamente in 4 parti uguali. Modica esprime la cultura della cioccolata con una particolare ricetta aromatizzata alla cannella o alla vaniglia perpetuatasi negli anni, con una storia che si lega a quella della Contea e dei suoi signori, gli Enriques, al potere spagnolo, e alla presenza dei gesuiti fin dagli inizi del XVII secolo. La cioccolata del XVII-XVIII secolo, a differenza di oggi, si trovava soltanto liquida e veniva bevuta calda dopo un’apposita lavorazione manuale. Le fasi della lavorazione della cioccolata di oggi non hanno infatti niente a che fare con quelle del “cioccolatte” di ieri: troviamo le fasi del concaggio e del temperaggio, ad esempio, solo a partire dall’Ottocento. Ancora oggi a Modica, accanto alla tradizione che continua, si approfondiscono le conoscenze e si ricercano i documenti d'archivio che attestano la presenza della lavorazione della cioccolata già nel XVII XVIII secolo, e si cerca di ricostruire il percorso del cacao sulle rotte mediterranee che si pensa facessero capo, più che a Pozzallo, a Palermo, Malta o Messina (dove - curiosa coincidenza - fa rotta anche la nave, partita da Livorno, del Bacco in America di Malaspina). I documenti e le immagini di questa mostra si propongono quindi di recuperare il valore culturale, storico ed ideologico della ‘Cioccolata, squisita gentilezza’. All’interno della Mostra è in vendita il Catalogo Cioccolata squisita gentilezza, relativo alla Mostra svoltasi a Firenze dal 5 marzo al 10 aprile 2005 e curato da Piero Scapecchi e Learco Nencetti, edito da Vallecchi. Comitato Scientifico Biblioteca Nazionale Centrale Firenze, Piazza dei Cavalleggeri, 1 - 50122 Firenze Tel. 055 24919 1 Fax 055 2342 482 ; www.bncf.firenze.sbn.it Antonia Ida Fontana, Silvia Alessandri, Artemisia Calcagni Abrami, Lucia Chimirri, Learco Nencetti, Paola Pirolo, Piero Scapecchi |
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