Eurochocolate 2004, dal 16 al 24 ottobre a Perugia, vede riuniti ogni giorno, in Eurochocolate World, Slow Food, Coop Italia e i produttori di cacao dell'America Latina e dell'Africa a parlare di cacao.
Un momento di riflessione seria in un palinsesto di eventi giocosi e divertenti, perché quello che per noi rappresenta un alimento simbolo del piacere proviene spesso dal lavoro duro e a rischio di popolazioni povere, per le quali esso rappresenta nella maggior parte dei casi l'unica fonte di reddito.
Oltre ad approfittare del richiamo mediatico di cui gode per portare sotto i riflettori l'argomento dell'equo e solidale, Eurochocolate interviene concretamente a sostegno di due presidi Slow Food, quello del cacao Nacional in Ecuador e quello del cacao Monkò a Sao Tomè.
In occasione della kermesse del cioccolato, Slow Food ha presentato alla stampa il sistema dei Presidi, nati per valorizzare in maniera mirata un prodotto, riunendo i pochi produttori rimasti e così renderli visibili. Solo in questo modo, del resto, essi possono comunicare al mondo intero la loro eccellenza gastronomica e spuntare prezzi più remunerativi. Per ogni prodotto Slow Food realizza un presidio, al fine di concentrare su di esso le risorse necessarie al successo dell'iniziativa (in Italia esistono attualmente oltre 170 presidi, mentre 50 sono quelli internazionali).
Non dimentichiamo, comunque, come ha tenuto a precisare il rappresentante di Slow Food presente a Perugia, Luca Fabbri, che l'organizzazione non fa beneficenza ma business, solo che si tratta di un business finalizzato a permettere ai paesi produttori di entrare nel mercato, spuntando il giusto prezzo per un prodotto di qualità.
A Perugia sono presenti anche i produttori locali, dal Brasile, dalla Costa d'Avorio e, naturalmente, dai due presidi Slow Food sostenuti da Eurochocolate, Sao Tomè e Ecuador, i quali hanno spiegato come avviene la lavorazione del cacao in loco (consideriamo che la maggior parte del cacao prodotto in questi paesi viene esportato grezzo e lavorato prevalentemente all'estero) e come con l'impegno di una moltitudine di piccoli produttori locali riuniti in cooperative siano riusciti ad ottenere non solo una maggior resa delle piantagioni ma anche la costruzione di strutture per una minima lavorazione finita del cacao.
Anche Coop Italia è intervenuta a Perugia a spiegare come un colosso del commercio senta forte il dovere di responsabilizzare le persone, a partire dai suoi clienti, per cercare itinerari alternativi verso una nuova economia, in cui si recuperi la dimensione etica.
In occasione di Eurochocolate è stato anche presentato il nuovissimo Master universitario di primo livello in commercio equo e solidale, certificazione etica e biologica dei sistemi agroalimentari realizzato dall'Università di Bologna. L'obbiettivo del master è quello di formare persone che conoscano i principi dell'economia civile e la loro applicazione in ambito rurale ed agroalimentare. L'applicazione riguarda gli strumenti analitici ed operativi per il commercio equo e solidale, la finanza etica, le produzioni biologiche, la sostenibilità sociale. Saranno particolarmente curate le realtà di paesi in via di sviluppo ed in transizione, l'economia internazionale e l'economia distrettuale come raccordo tra la dimensione etico-sociale delle imprese e l'efficiente gestione economica e finanziaria.
Un altro importante messaggio di speranza è stato lanciato in occasione di Eurochocolate, riguardante la foresta atlantica brasiliana anche chiamata la foresta del cioccolato. In uno studio realizzato dal Worldwatch Institute, in collaborazione con UMA Atlatic Forest Open University del Brasile una ong brasiliana con sede nello stato di Bahia, sottolinea come il cacao potrebbe contribuire a risanare la parte nord della foresta atlantica, incoraggiando anche altre forme di sviluppo, con l'obbiettivo di preservarla dalla minaccia costante della deforestazione. L' incremento della produzione del cacao e della relativa esportazione contribuirebbero, da una parte, a fornire un'importante risorsa economica per il Brasile (il paese è al quinto posto tra i paesi produttori con circa il 6% della produzione mondiale) e, all'altra a formare le basi per tutelare la foresta.
I presidi Slow Food sostenuti da Eurochocolate in Ecuador e a Sao Tomè saranno protagonisti anche Giovedì 21 ottobre presso il Salone del Gusto di Torino, dove a presentarli sarà presente il Presidente di Eurochocolate Eugenio Guarducci.














